martedì 16 giugno 2015

La rivoluzione del Google Material Design

Nel corso dell’ultimo anno il web è stato scosso da un imponente cambiamento che ha contribuito a mutare per sempre l’User Experience del mondo digitale ed il nostro modo di vedere ed interagire con applicazioni, sistemi operativi, pagine web.
La lotta fra i grandi marchi Apple e Microsoft ha ricevuto una bella scossa, con l'entrata in campo a sorpresa di questo nuovissimo prodotto, se così è possibile definirlo, di casa Google: il Material Design.

L'Avvento del Material Design

Il 25 giugno 2014 durante la Google I/O, l'annuale conferenza dell'azienda rivolta agli amanti del mondo Google, è stato presentato il Material Design, un nuovo modo di concepire non solo le semplici App di Google, ma anche l'intero Web.

Questo innovativo prodotto è stato presentato in un momento ben preciso della storia del Web: era in atto una grande contesa, combattuta a colpi di design, fra le case Apple e Microsoft, rispettivamente con il loro Scheumorfismo e Flat Design; Google si è lanciata a capofitto in questa battaglia, studiando in silenzio la propria mossa, sviluppando un Design, un linguaggio, una nuova concezione dell'esperienza digitale che piantasse le proprie basi sul Flat Design, ma amplificando e migliorando ogni singolo aspetto, seguendo il nuovo Concept: MATERIAL.




Material: un concept rivoluzionario

"Ci siamo sfidati a creare un linguaggio visivo per i nostri utenti che sintetizza i principi classici di buon design con l'innovazione e possibilità della tecnologia e della scienza. Questo è il Material Design."

Con queste parole Google presenta il Material Design nella pagina di presentazione/referenza, che vi invitiamo a consultare qui.

Un nuovo modo di pensare e concepire, che garantisce un'esperienza unificata e realistica fra le varie piattaforme utilizzate, permettendo alla struttura di rendere al 100% su qualunque dispositivo, dando comunque priorità al Mobile.
Un nuovo Design che ha come concetto cardine quello del "Material", una metafora, che letteralmente significa "materiale".

Material, è la base del lavoro di Google, che voleva ed ha ottenuto.
Il risultato è un'interfaccia realistica, i cui componenti imitano le reazioni e la struttura di veri materiali, come anche semplici fogli di carta, o una sorgente di luce, o lo spostamento di un oggetto. Il digitale che sfiora la realtà.

"Proprio come la carta, il nostro materiale digitale si può espandere o restringere riformandosi in modo intelligente. I materiali hanno superfici fisiche e bordi. Cose come ombre e cuciture forniscono il significato di quello che tocchi."

Cosi Matìas Duarte, direttore del processo creativo del Material Design, descrive questa metamorfosi fondamentale.

Con questo entusiasmante video, potrete farvi un'idea molto più chiara di cosa significhi MATERIAL.



Non è semplice comprendere ed assimilare a pieno questi nuovi concetti, possono sembrare semplici a primo acchito ma andando a fondo di questo nuovo modo di ideare e vivere il web il tutto risulterà più complicato.
Questo perchè questo nuovo concept cambia il modo di intendere ogni singola cosa.

Come fatto nel nostro team di WeBox Studio, vi suggeriamo di approfondire gli aspetti fondamentali, accompagnati da un linguaggio molto più tecnico e rappresentativo, nella reference del Material Design in questa pagina.

Se preferite una descrizione dettagliata in italiano ben filtrata, dal carattere tecnico e moderno, vi consiglio di leggere per bene questo articolo in italiano molto interessante!

Espansione sul mercato

Il Material Design è diventata una vera e propria tendenza che sta attirando numerosissimi designer e developer, grazie al successo ottenuto.
Come avrete sicuramente notato nell'ultimo anno tutti i prodotti e strumenti di Google (a partire da Gmail fino al Play Store)hanno subito una metamorfosi verso l'innovativi UXD e UID del Material Design; perfino Android ha sviluppato un sistema interamente basato su questa nuova tecnologia: Lollipop!

Con il passare dei mesi anche numerosissime app di tendenza hanno lanciato la loro versione aggiornata al Material Design, come WhatsApp o Facebook per Mobile; questo ha causato la diffusione e crescita a vista d'occhio di questo nuovo design sopratutto fra i dispositivi mobile, facendo saltare fuori App interamente progettate Material Design come funghi!

Per concludere, vi lascio con un video della nuova edizione della Google I/O tenuta gli ultimi giorni di Maggio, in cui il famigerato Matìas Duarte fa un riepilogo del viaggio del Material Design, focalizzandosi sulla sua espansione nel mondo del Web e del Mobile.



E voi siete pronti a pensare Material? Noi abbiamo accettato la sfida!

venerdì 18 ottobre 2013

WordPress & Siti Internet: una coppia che scoppia

WordPress è una piattaforma Web originariamente pensata per il blogging e successivamente utilizzata anche per la costruzione di veri e propri siti Internet. Ad oggi WordPress è il più famoso site builder online. Perché? Con oltre 70 milioni di siti Internet e blogs che girano su WordPress (fonte), non vi sono dubbi sulla sua popolarità. WordPress, al momento, possiede il 66% del mercato dei CMS (fonte). Il motivo di ciò è semplice. WordPress permette a chiunque (anche se povero di conoscenze informatiche) di creare un blog o un sito Internet.
Lo scopo di questo articolo non è quello di convincere persone o aziende a non utilizzare WordPress. WordPress, infatti, merita certamente un posto di rispetto nel mercato del Web. Lo scopo è, piuttosto, quello di educare, al fine di rendere più ponderata la scelta della tecnologia da utilizzare per il proprio sito Internet.

1. WordPress e la (non) sicurezza

- La maggior parte degli utilizzatori di WP non si rende conto di quanto quest'ultimo possa essere vulnerabile.
Ogni tema o plugin che viene utilizzato in WP è scritto da una persona differente, poiché non vi è un'organizzazione/ente particolare che coordina e monitora lo sviluppo di temi e plugin per la comunità. Questo significa che ci potrebbero essere dozzine di bugs nei plugins e temi di ogni singolo sito Internet in WP (poi provate a debuggarli tutti se ce la fate, ndr).
- In WP ogni plugin può consentire l'accesso alla dashboard d'amministrazione (diabolico, ndr). Ovviamente è impossibile monitorare ogni singolo plugin e, quindi, essere totalmente sicuri che non vi siano security holes nel sistema.

- WP gira su PHP ed utilizza MySQL come database, e per questo motivo è esposto ad attacchi di tipo SQL injection (tra i più pericolosi ed efficaci, ndr).

- L'essere vulnerabile ad attacchi di tipo BruteForce e Malware è anche uno dei maggiori svantaggi di WP.
Qui un video che spiega come praticare un BruteForce attack ad un sito WordPress.

Qui, invece, un articolo che illustra in dettaglio gli attacchi di tipo malware.
Have fun!

2. Wordpress, da "free" a "molto costoso"

- WP è gratuito. E' gratuito da scaricare ed installare, ma solo se si accetta di avere un sito Internet che:
  • sia uguale ad altri migliaia (milioni in alcuni casi) di siti Internet nel mondo;
  • sia sprovvisto di importanti misure di sicurezza;
  • sia privo di manutenzione e assistenza.
Per essere certi che il proprio sito WordPress sia unico, sicuro, e ben manutenuto, bisogna spendere somme di denaro considerevoli.

- Inoltre, visti i continui e regolari aggiornamenti e cambiamenti di WordPress, è solo una questione di tempo prima di iniziare ad avere problemi di "outdated" design (il sito non funziona come di dovere, per via dei cambiamenti/aggiornamenti introdotti da WP). Questo si traduce in ulteriori spese (spesso frequenti) per aggiornare il design e rendere il sito Internet di nuovo attivo.

In conclusione WP è "gratuito", ma arriva a costare una fortuna se si mettono in conto l'acquisto di un tema e di plugins, la sicurezza, e la manutenzione.



3. WordPress e gli aggiornamenti


- Questa caratteristica è stata pensata per essere un vantaggio, ma in realtà costituisce un notevole svantaggio se si considera la frequenza degli aggiornamenti e dei problemi di compatibilità che derivano da essi (che riguardano sia temi che plugins).

Ad ogni aggiornamento, infatti, si rischiano problemi col template del sito - il che comporta ulteriori spese per fixarli - e con i plugins.

- La manutenzione in WP è un problema enorme; non è infatti possibile utilizzare WP senza aggiornarlo costantemente e bisogna essere pronti ad operare modifiche ai templates ed ai plugins ad ogni aggiornamento (che ansia, ndr).
- Tutto ciò rende le spese per la manutenzione di un sito Internet in WP imprevedibili.


4. Wordpress e le risorse

- Affinché WP sia efficace, è necessario installare un notevole numero di plugins. Infatti, un'installazione WP base (senza plugins) è pressappoco inutile. Il problema è che ogni plugin installato rallenta visibilmente le prestazioni.
- In termini di risorse server, inoltre, WP utilizza molte più risorse di un sito in semplice HTML, ed anche di un sito in PHP. Ciò, spesso, si traduce in ulteriori spese, oppure, se non vi sono fondi, in problemi nella visualizzazione del sito.


5. Wordpress e il SEO

- WP è stato concepito per essere SEO friendly, ma la realtà è che in WP è davvero semplice sperimentare problemi legati al SEO, soprattutto se non si ha un'ottima conoscenza di questo campo.

I problemi maggiori riguardano il sistema di tagging e categorizzazione utilizzato da WP. A meno che non venga deciso di rendere i tags e le categorie "non indicizzate", infatti, ogni singolo tag e categoria a cui viene aggiunto un contenuto, avrà una forma duplicata dello stesso contenuto. Come risultato, è davvero comune avere anche 10 versioni dello stesso contenuto indicizzate nei motori di ricerca. Inutile dire che ciò crea una notevole confusione e dispersione.


6. Prestazioni

Sull prestazioni lato server si potrebbero scrivere interi trattati. Oggi, però, sarò sintetico a riguardo, mostrandovi alcuni risultati tratti dal seguente benchmark (davvero ben fatto, ndr) che compara le prestazioni di Apache PHP (utilizzato da WP) e NodeJS - soluzione adoperata da WeBox Studio per servire siti Internet statici e dinamici.

In particolare, qui di seguito vengono mostrati dei test effettuati su un server che ospita Apache PHP e NodeJS, e a cui viene chiesto di gestire 100 richieste concorrenti.




x 1 2 3 4 5
Apache PHP 38.359 sec 37.930 sec 37.058 sec 37.441 sec 36.704 sec
NodeJS 3.798 sec 3.740 sec 3.856 sec 3.755 sec 3.878 sec



Come potete vedere, non c'è confronto. E qui, signori, non si parla di decimi di secondi. Si parla di una media di 4 secondi scarsi per NodeJS, contro una media di quasi 40 (e dico quaranta) secondi per Apache PHP (utilizzato da WP). Per i più scettici, il suddetto benchmark è fornito di istruzioni per poter ripetere i test e verificare di persona.




Conclusioni

WordPress è un software potente che consente alla gente con un minimo di conoscenza informatica di costruire un sito Internet in poco tempo. Ciò lo rende insuperabile per la costruzione di siti Internet personali e di piccole dimensioni. D'altra parte, per quanto riguarda i siti Internet aziendali - o comunque siti Internet di medie/grandi dimensioni - noi di WeBox Studio vi suggeriamo di interrogarvi attentamente se secondo voi è una buona scelta utilizzare un software che soffre di notevoli problemi di sicurezza, offre discutibili prestazioni e richiede un'attenzione tecnica continua, innalzando così i costi.

Alle agenzie Web che utilizzano WP, invece, vogliamo dire: ricordate che utilizzando WP vi affidate ad altri developers, per ogni singolo tema o plugin che utilizzate; developers che non hanno nessuna relazione con voi e, certamente, nessun obbligo nei vostri confronti. Voi fate affidamento su di loro per avere un codice sicuro e professionale, ma la maggior parte di loro scrive quello stesso codice solo per hobby.

Di nuovo, ci rivolgiamo alle aziende dicendo: non dimenticate, infine, che utilizzare WP vorrà dire scendere a compromessi per il design del sito.

Il vostro business è unico, ed il vostro sito Internet dovrebbe rispecchiarlo.


Detto ciò, cari amici, aziende ed agenzie Web, la scelta è vostra.
Alla prossima.


Fonti non citate:




mercoledì 25 settembre 2013

Quando il Digital Divide diventa Social Divide

Il digital divide è un parolone che racchiude in sé diversi concetti in continua evoluzione. 

Si dice che il termine sia stato coniato nel 1995 da Moore, il quale lo usò per distinguere atteggiamenti di mancata euforia e pessimismo nei confronti della tecnologia.

Ai giorni nostri molti lo associano, semplicemente ed erroneamente, alla possibilità degli individui di connettersi ad Internet. Il significato, però, è ben più ampio perchè il divario a cui il termine in questione si riferisce, oltre ad essere strutturale (mancanza di connessione), è anche socio-economico.

In Italia l'indice che misura la percentuale di popolazione residente che non risulta coperta da servizi a banda larga da rete fissa e rete mobile è stato stimato, al 30/06/2013, pari al 4,0% (circa 2,370 milioni di cittadini, contro i circa 4,7 stimati a fine 2010). Il governo si sta attualmente impegnando ad azzerare questo indice entro il 2014. Diversi fondi, infatti, sono stati stanziati per creare le condizioni che permettano a tutti i cittadini italiani di connettersi ad Internet.
 
Per quanto sia rammaricato per il valore di questo indice, quello che mi spaventa maggiormente è, però, il divario sociale che affligge la nostra popolazione:
  • Solo il 17% effettua acquisti online, a fronte di una media europea del 45%.
  • Il  53% degli italiani (a fronte di una media europea del 70%) usa Internet regolarmente.
  • Il 37% (contro una media europea del 22%) non ha mai "navigato" online.
  • Meno del 60% delle famiglie possiedono un computer (fonte).
Siamo un Paese con una mentalità tutt'altro che giovane, questa non è una novità. Il problema è che, quando questa mentalità viene tramandata di generazione in generazione, è dura contrastare la convinzione che il Web sia uno strumento accessorio, piuttosto che uno strumento fondamentale.
Se la maggioranza degli imprenditori della filiera di PMI si rendessero conto del valore reale dei servizi e prodotti Web, si avrebbe un passo importante verso la fine del digital divide.
Molti - troppi - considerano ancora il Web come una perdita di tempo e soldi. Il momento di crisi del nostro Paese ha messo in ginocchio quasi l'intera popolazione, ma se si tagliano investimenti importanti come quelli legati al Web, non vedo come ci possa essere una ripresa.

Il Web è certamente un potente mezzo di supporto ed è tra gli investimenti  con il miglior rapporto risultati/costo. Un sito Internet non è un prodotto che bisogna richiedere perché il mercato lo impone, ma perché se progettato con attenzione e professionalità può davvero costituire il valore aggiunto di ogni business.

In conclusione, più che digital divide io lo chiamerei "social divide". Questo termine, infatti, descrive bene la spaccatura tra le aziende e i privati del nostro Paese e quella tra le aziende stesse, che hanno difficoltà nel comunicare e, quindi, cooperare.

Come agenzia Web, il nostro obiettivo è quello di creare sempre più consapevolezza, perché solo se si comprendono a pieno le potenzialità del Web, sarà possibile trarre un reale beneficio da esso, come singoli e come collettività.

venerdì 7 giugno 2013

Nuovo Google Maps


Ci siamo messi virtualmente in fila, dopo aver inviato la nostra richiesta. Volevamo assolutamente provare il nuovo Google Maps. Dopo giorni di attesa ci è stato dato il via libera per provare la nuova versione, così senza perdere nemmeno un secondo ci siamo catapultati alla scoperta di questa rivoluzionaria interfaccia.

La prima cosa che salta all'occhio è la mancanza della colonna laterale sinistra (fig. 1), a beneficio della mappa, più spaziosa, più fornita, più intelligente.
Le caselle di ricerca sono sospese sulle mappa.

1. Nuova casella di ricerca.

Il cambiamento più drastico è che tutti i risultati della ricerca sono evidenziati direttamente sulla mappa (fig. 2), a discapito della lista che l'utente era abituato a consultare. Ogni marker relativo ad un luogo o attività permette di avere molte informazioni senza allontanarsi dalla mappa. Una casella mostra informazioni standard con l'aggiunta di info relative a google places, orari di apertura foto, valutazione degli utenti, e anche l'anteprima dello street view.

2. Experience di ricerca ottimizzata

Experience ottimizzata per l'utente che inizialmente potrebbe soffrire dell'assenza della lista e deve andare cercare punto per punto quello che gli serve. Ma a tal proposito i risultati mostrati sono più intelligenti e migliorano con il numero di ricerche:

- potrete scremare i risultati in base alla vostra cerchia preferita di Google+

- un'evidenziazione gialla segnerà i punti che secondo il sistema potrebbero piacervi. In pratica il sistema impara in base al vostro utilizzo.

Fin dall'inizio ci si rende conto che effettivamente sono stati integrati alla perfezione Google Earth, Street View,indicazioni stradali e recensioni da Zagat e Google+.

Vengono, infatti, fornite opzioni relative alle indicazioni stradali, informazioni sul traffico o mezzi pubblici. In particolare, questa a mio avviso è una novità fantastica: la funzione Show traffic segna il percorso tracciato nella ricerca da un punto ad un altro con dei colori che vanno dal verde al rosso e che stanno ad indicare il livello di traffico. 
La funzione Stepbystep (fig. 3), invece, fornisce indicazioni sul percorso da intraprendere in una schermata dedicata dove viene dato il giusto spazio al testo e la mappa viene rimpicciolita, perchè in quel momento quello che è più utile all'utente sono giustappunto le indicazioni. 
Inoltre, quando si cerca un locale le strade maggiormente usate per raggiungere tale locale vengono evidenziate in bianco, mentre invece le altre diventano grigie e perdono di importanza.


3. Funzione StepbyStep


Parlando di mappe dobbiamo sottolineare che sono state implementate mappe vettoriali, che garantiscono maggiore qualità e tempi di caricamento più rapidi. 
Per gli amanti di Google Earth ci sono buone notizie, passando alla modalità satellite si ottiene la solita visualizzazione da satellite con, in più, la possibilità di vedere le immagini in 3D (fig. 4) degli edifici delle città (disponibile solo per alcune città); diminuendo lo zoom si può arrivare a vedere la Terra così come è vista dallo spazio. Da sottolineare le funzioni tilt the view che permette di cambiare prospettiva di visualizzazione e rotate the view che permette di cambiare l'angolo della visualizzazione.

4. Vista del Colosseo con funzione "Earth"

Molti si sono lamentati per la difficoltà nel caricare i contenuti più pesanti. Per ora noi non abbiamo sperimentato questo tipo di problema.
Scriveteci le vostre impressioni, aspettative, punti di vista, dubbi e quanto altro. Diteci la vostra, questo nuovo Google Maps vi piace? A noi di WeBox Studio decisamente si!
Infine, non ci resta che indicarvi il link dove potrete inviare la vostra richiesta di accesso alla beta version.
Enjoy it!!

giovedì 2 maggio 2013

Pagina Facebook Vs. Profilo Personale, fai la scelta giusta per la tua attività!


Facebook è un'arma di marketing molto potente ed in quanto tale va maneggiata con cura per ottenere i risultati sperati.  Molti scelgono erroneamente di creare un profilo utente per la propria azienda o prodotto. Quando accettiamo i termini di utilizzo di Facebook, tra le altre cose, accettiamo di creare una pagina personale in rappresentanza solo ed esclusivamente di una persona reale.

Questa è la motivazione che vincola la vostra scelta, ma nel corso di questo articolo cercheremo di motivarla, illustrando gli aspetti positivi che una pagina offre. Una volta scoperto l'errore molti corrono ai ripari cercando di trasformare il profilo utente in una pagina. Di informazioni su questo passaggio ne è pieno il Web, noi di WeBox Studio, invece, vogliamo dare risposte a quelle perplessità che spesso ci vengono rivolte. Proprio come la seguente:

-“Ho creato una pagina ma non riesco ad invitare gli amici. Mentre con il profilo posso chiedere l'amicizia a tutti.”
Invitare i propri amici o richiedere l'amicizia è la stessa cosa, se create la pagina seguendo questi passi.
1. Accedete a Facebook tramite il vostro profilo personale
2. Nella barra principale, selezionate la freccia che punta verso il basso di fianco all'icona delle notifiche(icona raffigurante il mondo)
3. Selezionate nel menu che si apre la voce Crea Pagina(dovrebbe essere l'ultima riga)
4. Adesso potete creare la vostra pagina a seconda delle vostre necessità.

Creare una pagina tramite il vostro profilo personale vi permette di essere amministratori e di poter invitare subito tutti i vostri amici. Se create un profilo personale, mandando le vostre numerose richieste di amicizia, rischiate di essere bloccati da facebook per spam.

-”Ho creato un profilo perché la pagina mi permette di fare poco, specie nell'aumentare gli amici/fan.”
Questa affermazione è estremamente errata. Le pagine fb sono studiate appositamente per essere usate come pagine aziendali  o relative ad un prodotto. Gestire una pagina facebook richiede impegno costanza ed un piano ben organizzato. Per far questo potreste aver a disposizione uno o piu collaboratori.
Per la pagina sono previsti vari amministratori e ruoli, mentre per il profilo una singola persona si connette con un singolo indirizzo mail. Concentratevi sulla creazione dei contenuti e i fan aumenteranno. Non cercate in maniera impaziente di invitare 1000 persone che non hanno nessun interesse a divenire o continuare ad essere fan della pagina. Inoltre per promuovere la vostra attività solamente con la pagina potrete utilizzare gli advertisements messi a disposizione da facebook. Sono a pagamento, ma è un investimento che offre un risultato assicurato.

-“Non ho molto tempo per gestire il canale Facebook.” 
Per tutti i colori i quali sono a corto di tempo, gridiamo a gran voce che a maggior ragione la scelta giusta ricade anche in questo caso sulla pagina e non sul profilo personale. Le richieste nella pagina vengono accettate automaticamente, senza aspettare che accettiate manualmente la richiesta. 
I post possono essere programmati mentre per il profilo, si può postare solo in tempo reale.
Inoltre è utile controllare l'andamento della  vostra attività sul social e studiare chi vi segue, in maniera elementare. Senza prendere una laurea in marketing, è possibile utilizzare le insights. Sono delle statistiche relative alla vostra pagina fb, che dovrebbero influenzare le vostre scelte, dai contenuti, al linguaggio passando a piccole campagne di marketing. Ovviamente nel profilo personale le insights non sono presenti.

Per tutte queste ragioni ed altre ancora vi invitiamo a creare una pagina aziendale e non un profilo personale aziendale. Per qualsiasi domanda, scriveteci pure, vi ricordiamo che Webox Studio si occupa anche di Social Media Marketing e che oggigiorno sempre più aziende si rivolgono ad esperti per la gestione dei social network.

Leggete, commentate e condividete.
Alla prossima!!

sabato 9 marzo 2013

Le attività commerciali cavalcano come dovrebbero l'onda del Web?

Ieri, 8 marzo 2013, WeBox Studio ha partecipato con estremo piacere al secondo convegno annuale NetworkLab, il Web Marketing per le imprese. Ci sembrava giusto essere presenti, per confrontarci, imparare, rimanere in ascolto.

In un'aula universitaria gremita si sono susseguiti i talks di diversi professionisti. Inizialmente abbiamo potuto ascoltare ed ammirare interessanti esperienze d'impresa (Patrizia Pepe, Rainbow, Fastweb, Poltrona Frau Group). Dopo un lunch delizioso, la giornata è proseguita dando uno sguardo al domani, con un'analisi della proiezione del Social Media Marketing al futuro. Poi è giunto il momento di una tavola rotonda, "Women on the Web", per onorare la festa delle donne, che costituiscono una fetta consistente di utenti del Web. Infine si è snocciolato l'argomento del marketing per il turista del presente e dell'imminente futuro.

Mi sono letteramente emozionato davanti ai dati numerici relativi alle statistiche Web di un ottimo Jacopo Laganga, Digital Marketing Manager di Patrizia Pepe, che in maniera colorita ed entusiasta ha spiegato il suo caso di studio. Come convincere il proprio capo ad investire sul web! Per un amante delle statistiche come me, è stato un momento di spessore.

Ho molto apprezzato e ringrazio tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del convegno. Le realtà aziendali delle quali siamo stati al cospetto sono grandissime; un'agenzia Web agli albori come WeBox Studio è abituata a realtà piuttosto differenti, ma non per questo meno interessanti.

Approfitto di questo evento per rivolgermi a tutti quei lettori che nel territorio marchigiano e nazionale possiedono o collaborano con delle Piccole e Medie Imprese, cencando di piantare in loro un seme di consapevolezza, offrendogli un supporto per muoversi nella stessa direzione in cui si muove il mondo dei clienti ed un appiglio per non farsi schiacciare dalla crisi.

E' giusto organizzare convegni come NetworkLab e proiettare lo sguardo al futuro, ma noi di WeBox Studio ci rendiamo conto che nel presente in cui viviamo le attività commerciali, i professionisti, i cittadini in genere sono ancora troppo distanti dal mondo del Web.

Ci siamo sentiti dire: "Anche senza un sito un'attività va avanti!".
Sì, ma in quale modo?

Ci hanno ripetuto: "Questo è un momento di crisi!".
E volete continuare a sprofondare nella crisi rimanendo invisibili?

Ci hanno dichiarato: "Abbiamo già un sito!".
E poi magari il sito è abbandonato a se stesso, senza cure, a prendere polvere come la bomboniera del matrimonio di una cugina. Perché non dare il giusto peso alla propria immagine?

Il nostro obiettivo è quello di incoraggiare privati ed imprese a vivere meglio il Web. Quello che cerchiamo di far capire è che con un piccolo sforzo economico è davvero possibile combattere la crisi e migliorare nettamente la propria attività commerciale e quindi la propria vita.

In questo post non scendo nel dettaglio con dati tecnici sui benefici di investire nel Web, ma vi invito ad aprire gli occhi. Ogni giorno aumentano sempre più le persone connesse al Web, fruitori di Internet che cercano la vostra attività in rete, utenti che navigano la rete per acquistare online.

Il Web è pieno di utenti, ma se non possono trovarvi non diventeranno mai vostri potenziali clienti.

Il nostro consiglio è di rivolgervi ad agenzie specializzate, come WeBox Studio, e di instaurare con loro una vera e propria collaborazione. Siete scettici? Perché non provare una collaborazione trimestrale o semestrale al fine di toccarne i benefici con mano?

Concludo dicendo che la cosa che più ci preme, davvero, è che la mentalità commerciale italiana cambi. Investire nel Web oggigiorno rappresenta una delle migliori strategie per poter combattere la crisi e gettare le basi per un futuro migliore.

Noi di WeBox Studio siamo pronti a supportare la vostra attività con l'aiuto del Web.
E voi, siete pronti a collaborare con noi?

giovedì 21 febbraio 2013

Creare favicons multi-risoluzione con GIMP

Favicon è un termine inglese, contrazione di favorites icon. In informatica indica un'icona associata a una particolare pagina web. Solitamente la favicon è una piccola immagine di dimensione 16 x 16 pixel, spesso un logo, pertinente ai contenuti del sito web correlato. La favicon viene visualizzata alla sinistra dell'URL nella barra degli indirizzi di un browser, nel momento in cui si naviga su un sito che ne è provvisto. L'icona è inoltre visualizzata nel menu dei preferiti di un browser. (Wikipedia)

Oggigiorno le favicons si stanno evolvendo passando da semplici immagini 16 x 16 pixels ad immagini multi-risoluzione utilizzabili per molti altri scopi. A questo proposito oggi vi parlo di come creare moderne favicons multi-risoluzione. Prima di iniziare, in ogni modo, ci sono alcune cose che mi sento in dovere di specificare:
  • Le favicons multi-risoluzione potrebbero non funzionare correttamente nei vecchi browsers. Se sai (o credi) che una significativa minoranza dei tuoi utenti utilizzano vecchi browsers, probabilmente vorrai continuare ad utilizzare favicons tradizionali.
  • Per quanto ne so l'unico software multi-piattaforma capace di creare favicons multi-risoluzione è GIMP.
Ciò detto, passiamo ai fatti.

Passo 1: crea la tua immagine in alta risoluzione

Immagine in alta risoluzione
Immagine in alta risoluzione
Crea la tua immagine in alta risoluzione utilizzando lo strumento software che preferisci. Personalmente suggerirei un'immagine di almeno 256 x 256 pixel. Tieni in mente che questa immagine è destinata ad essere ridimensionata a 16 x 16 pixel, quindi è generalmente una buona idea mantenere un design semplice, pulito, e chiaro. Quella mostrata in figura, ad esempio, è la versione in alta risoluzione della favicon dell'ultimo sito a cui WeBox Studio sta lavorando.

Passo 2: scala l'immagine in diverse risoluzioni

Riduci la risoluzione della tua immagine per ottenere una serie di immagini di dimensioni differenti. Io suggerirei le seguenti risoluzioni:

Dimensione
Nome file
Scopo
114 x 114apple-touch-icon-precomposed.pngUtilizzata da iPhone, iPod Touch, iPad, e device Android
110 x 110facebook.pngUtilizzata per facebook shares e likes
64 x 64favicon64.pngAttualmente utilizzata da IE; in un futuro prossimo sarà utilizzata dai browsers su display ad alta risoluzione
48 x 48favicon48.pngAttualmente utilizzata da IE; in un futuro prossimo sarà utilizzata dai browsers su display ad alta risoluzione
32 x 32favicon32.pngAttualmente utilizzata da IE; in un futuro prossimo sarà utilizzata dai browsers su display ad alta risoluzione
24 x 24favicon24.pngAttualmente utilizzata da IE; in un futuro prossimo sarà utilizzata dai browsers su display ad alta risoluzione
16 x 16favicon16.pngAttualmente utilizzata come misura standard

Ovviamente consiglio di partire dall'immagine in alta risoluzione e scalarla man a mano a seconda delle misure indicate in tabella. Ogni versione deve essere esportata in un file a parte. Le versioni apple-touch-icon-precomposed.png e facebook.png non verranno utilizzate nei seguenti step; esse sono infatti riservate ai dispositivi mobili ed ai social networks.
Cerca di ottimizzare le png il più possibile. Le png possono contenere, come opzione, una trasparenza alpha.

Passo 3: importa le immagini create come livelli

A questo punto apri l'immagine favicon64.png in GIMP. Una volta aperta l'immagine, clicca su File / Open as Layers... . A questo punto seleziona le altre favicons, dalla più grande alla più piccola, proprio come in figura. Aiutati col tasto Shift della tua tastiera per la selezione multipla.

Apri immagini come livelli
Apri immagini come livelli

Passo 4: esporta l'immagine come favicon

Una volta aperta l'immagine favicon64.png ed importate le altre immagini come livelli, non ci resta che esportare l'immagine come favicon. A questo scopo clicca su File / Export... , seleziona come formato Microsoft Windows icon (*.ico) ed esporta l'immagine col nome favicon.ico.

Esporta immagine come favicon.ico
Esporta immagine come favicon.ico

Step 5: inserisci la favicon nella tua pagina Web

Una volta creata la tua favicon non ti resta che includerla nella tua pagina Web. A tal proposito ti basta uploadare la favicon nella directory principale del tuo server Web ed inserire il seguente codice nell'head delle tue pagine HTML:



<link rel="icon" href="/favicon.ico" sizes="16x16 32x32 48x48 64x64" type="image/vnd.microsoft.icon">


Conclusione

Et voilà, ora il tuo sito Internet può godere di una moderna favicon multi-risoluzione. Alla prossima!

mercoledì 20 febbraio 2013

Web, àncora di salvezza per la crisi economica.

Web ancora di salvezza
In un momento di crisi così cupo, molti si interrogano su come sgusciar via da questa palude di recessione. Ogni discorso in tal senso dovrebbe focalizzarsi sul mondo delle PMI, piccole e medie imprese, che occupano abbondantemente la filiera aziendale italiana. Riconoscendo e rispettando il valore delle grandi aziende, le PMI sono una grande risorsa per l’economia italiana che va supportata. Sappiamo tutti che nell’arco del 2012 molte aziende hanno chiusi i battenti, gravate dal peso fiscale oltre che dal massiccio calo delle vendite.

In queste situazioni gli addetti ai lavori rischiano di prendere decisioni affrettate e per una comprensiva paura tagliano spese utili e non perseguono i giusti investimenti. A tal proposito:

Spesso le aziende che tagliano indiscriminatamente le spese di marketing scoprono poi che, per compensare una prolungata assenza dal panorama dei media, finiscono con lo spendere molto più di quanto hanno risparmiato.” [D. Rhodes e D. Stelter, cit.]

In questi mesi di dura recessione, molte imprese stanno tagliando i loro “Customer service” e, di conseguenza, stanno offrendo un servizio peggiore ai loro clienti. [Anthony Scott, Cut customer service? You'll lose customers, Harvard Business Press,  January 2009]

Frasi pronunciate nel 2009 e della serie chi semina vento raccoglie tempesta, nel 2012 e in questo inizio di 2013 molti sono impegnati a raccogliere i cocci di un periodo nero. Quello che si tende a fare è tagliare fondi per pubblicità, marketing e ricerca, addormentando ancor di più un’economia dormiente da tempo. Una possibile ancora di salvezza è rappresentata dall’utilizzo di strumenti Web come un sito internet attivo o un e-commerce. Ci sono dati reali che supportano questa teoria, a tal proposito ci torna utile il report curato da Fattore Internet.  Prendiamo in analisi alcuni degli aspetti approfonditi:

Nel 2010 il valore delle merci cercate online e acquistate nel momento successivo offline ammonta a di 17 Mld di euro.
Questo significa che molti utenti di Internet si rivelano possibili clienti. Supportati dai motori di ricerca, si lanciano in una vera e propria ricerca di prodotti utili a soddisfare le proprie esigenze. Se si riscontra  un esito positivo nella ricerca, l’utente di Internet si muove fisicamente verso il negozio e procede con l’acquisto diventando un cliente.

Il fatturato delle PMI attive online è cresciuto negli ultimi tre anni nonostante la crisi, in media dell’1,2% rispetto ad un calo del 4,5% delle offline.
Avere un sito Internet non basta, bisogna curare la propria vetrina sul web, affidandosi ad esperti che attraverso servizi come il SEO e il Social Media Marketing coltivano le positività derivanti dal web. Il SEO ottimizza l’indicizzazione, in parole povere programmando in maniera pulita e strutturata (SEO on-page) e aumentando la vostra popolarità sul web (SEO off-page) il vostro sito sarà proiettato nella prima pagina di ricerca, fattore importante visti i dati del punto precedente. La nostra società si spinge sempre di più verso i social network, diventati vere e proprie piattaforme piene zeppe di possibili clienti, bisogna essere presenti e farlo anche in maniera vantaggiosa per il proprio business, il Social Media Marketing serve proprio a questo. Esserci e comunicare con il linguaggio relativo ai Social Networks. Ogni persona esprime il proprio parere, la gente tende sempre di più a fidarsi dell’opinione dei propri pari. Perciò monitorare le opinioni, riuscire a parlare la stessa lingua degli utenti dei social, dona positività ad ogni tipologia di attività.

Il 65% delle imprese attive online ha affermato di aver ottenuto vantaggi di produttività grazie ad internet rispetto al 25% delle offline.
Questo è un dato che ho riportato per tutti gli scettici, bisogna essere aperti al cambiamento affinché esso possa portare benefici. E’ proprio questo il momento di investire, è questo il momento di emergere, farsi notare, diversificare la propria immagine e i servizi che vengono offerti, altrimenti la crisi seppellirà ogni cosa che non ha la forza di emergere.

Internet è un'Accelleratore di crescita per le Piccole e medie imprese. Le PMI che usano internet attivamente crescono di più, esportano di più, assumano più persone e sono piu produttive.

Vi lascio al video integrale riguardante il report "L'impatto del web sull'economia Italiana."